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Cos'è il Deposito Nazionale

Il Deposito Nazionale è un’infrastruttura nella quale saranno messi in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti in Italia, generati dall’esercizio e dallo smantellamento (decommissioning) delle centrali e degli impianti nucleari, dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca.

Il Deposito sarà costruito in superficie e accoglierà circa 95 mila metri cubi di rifiuti radioattivi. Si chiama “nazionale” poiché ospiterà esclusivamente i rifiuti radioattivi prodotti nel nostro Paese, sulla base del principio normativo per cui ogni Paese ha la responsabilità di gestire i propri rifiuti radioattivi.

Insieme al Deposito Nazionale sarà realizzato il Parco Tecnologico: un centro di ricerca aperto a collaborazioni internazionali in cui svolgere attività nel campo energetico, della gestione dei rifiuti e dello sviluppo sostenibile.

La presenza del Parco Tecnologico accanto al Deposito Nazionale consentirà una maggiore integrazione con il territorio che lo ospiterà, in quanto alcune delle attività svolte al suo interno potranno essere concordate con le comunità locali e vedranno il coinvolgimento di istituzioni, università, associazioni e imprese locali.

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I Numeri del Progetto

4
anni per la realizzazione
360
mila mc di calcestruzzo
4.000
occupati per la costruzione
900
mln € di investimento

Le Strutture delDeposito
Nazionale

Il Deposito Nazionale è progettato per lo smaltimento definitivo di circa 78.000 metri cubi di rifiuti a molto bassa e bassa attività e lo stoccaggio di lungo periodo di circa 17.000 metri cubi di rifiuti a media e alta attività, che dovranno essere successivamente trasferiti in un deposito geologico, idoneo alla loro sistemazione definitiva. Una minima parte di questi ultimi, circa 400 metri cubi, è costituita dal combustibile non riprocessabile e dai residui vetrosi del riprocessamento all’estero del combustibile irraggiato.

Il perimetro complessivo del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico coprirà un’area di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al Deposito e 40 al Parco Tecnologico.

All’interno dei 110 ettari del Deposito Nazionale, sono destinati alla sistemazione dei rifiuti radioattivi complessivamente circa 20 ettari:

  • circa 10 ettari per le strutture di smaltimento dei rifiuti a molto bassa e bassa attività, l’“Unità Smaltimento Moduli – USM”, caratterizzate dalla presenza di più barriere ingegneristiche e da un’ulteriore barriera naturale costituita dalla geologia del sito;
  • circa 10 ettari per i quattro edifici di stoccaggio per i rifiuti radioattivi a media ed alta attività, il “Complesso Stoccaggio Alta attività – CSA”.

I rimanenti 90 ettari sono destinati alle aree di rispetto e a impianti e strutture funzionali all’esercizio del Deposito.

La Planimetria del Deposito
Nazionale

Livello
ICM - Impianto Confezionamento Moduli
USM - Unità Smaltimento Moduli
IPM - Impianto Produzione Moduli
IPC - Impianto Produzione Celle
ITR - Impianto Trattamento Rifiuti
ICQ - Impianto Controllo Qualità
CSA - Complesso Stoccaggio Alta Attività
Laboratorio Tipo

Strutture per la sistemazione definitiva dei rifiuti a molto bassa e bassa attività

  • Unità Smaltimento Moduli (USM), insieme delle celle che ospiteranno i moduli contenenti i rifiuti radioattivi a molto bassa e bassa attività per la loro sistemazione definitiva. Una volta riempito, l’USM sarà protetta da una copertura multistrato, come ulteriore barriera
  • Impianto Produzione Moduli (IPM), edificio per la costruzione dei contenitori (moduli) in calcestruzzo speciale dove saranno collocati i manufatti
  • Impianto di Produzione Celle (IPC), il cantiere in cui avviene la fabbricazione delle celle che conterranno i moduli
  • Impianto di Confezionamento Moduli (ICM), adibito al caricamento dei manufatti all’interno dei moduli
  • Impianto Controllo Qualità (ICQ), edificio destinato alla verifica degli standard di qualità dei rifiuti e alle analisi radiochimiche
  • Impianto Trattamento Rifiuti (ITR), edificio per il trattamento e condizionamento dei rifiuti radioattivi solidi prodotti durante l’esercizio del Deposito

Complesso Stoccaggio Alta attività (CSA), gruppo di edifici dedicato allo stoccaggio di lungo periodo dei rifiuti a media e alta attività e del combustibile irraggiato. Ogni edificio è diviso in navate di stoccaggio, raggiungibili attraverso zone di accesso controllate per l’ingresso dei manufatti.

Strutture e i servizi ausiliari, funzionali all’esercizio del Deposito

La Sicurezza Del Deposito

Il Deposito Nazionale è sicuro, progettato sulla base dei più elevati standard di sicurezza e ispirato alle migliori esperienze internazionali. Le strutture di deposito resistono a una serie di incidenti, naturali e antropici, come sismi, condizioni climatiche estreme, impatto aereo, incendi, esplosioni, e le aree di rispetto circostanti saranno costantemente monitorate.

Il Deposito non darà luogo a rilasci radioattivi. Grazie al sistema ingegneristico multi-barriera (manufatto – modulo – cella – copertura multistrato), l’isolamento dei rifiuti dall’ambiente sarà garantito per tutto il periodo di esercizio e quello successivo di controllo istituzionale (300 anni).

Trascorso questo periodo, la radioattività residua sarà decaduta a livelli trascurabili in linea con la radioattività naturale di fondo. Eventuali infiltrazioni d’acqua nelle strutture di smaltimento dei rifiuti, saranno intercettate e raccolte attraverso un apposito sistema di captazione e dopo opportune analisi per verificare che non siano entrate in contatto con i rifiuti rilasciate nell’ambiente.

Manufatto

Prima Barriera

I rifiuti radioattivi, condizionati con matrice cementizia in contenitori metallici (manufatti), vengono trasferiti al Deposito Nazionale

Modulo

Seconda Barriera

I manufatti vengono inseriti e cementati in moduli di calcestruzzo speciale (3m x 2m x 1,7m), progettati per resistere 350 anni

Cella

Terza Barriera

In ogni cella di cemento armato (27 m x 15,5 m x 10 m), progettata per resistere almeno 350 anni, vengono inseriti 240 moduli

Copertura Multistrato

Quarta Barriera

Una volta riempite, le celle (circa 90) vengono sigillate e ricoperte con più strati di materiale per prevenire le infiltrazioni d’acqua

Il Deposito, inoltre, non è un impianto produttivo, né una discarica.

L’impatto ambientale del Deposito Nazionale e dell’annesso Parco Tecnologico sarà minimo anche da un punto di vista paesaggistico perché la struttura sarà opportunamente integrata nel contesto territoriale. Una volta completato il riempimento, il Deposito sarà infatti ricoperto da una collina artificiale (copertura multistrato), realizzata con specifici strati di materiali terrosi e impermeabili al fine di minimizzare/annullare eventuali infiltrazioni di acque meteoriche. Tale copertura armonizzerà visivamente l’infrastruttura con l’ambiente circostante.

Quali i principali criteri di sicurezza per lo smaltimento dei rifiuti a molto bassa e bassa attività?

I criteri di sicurezza adottati per il deposito di smaltimento dei rifiuti a molto bassa e bassa attività garantiscono la protezione e la salvaguardia dei cittadini e dell’ambiente durante tutte le fasi di vita del deposito e si ispirano alle Linee Guida della IAEA.

I principali criteri di sicurezza adottati per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi sono:

  • Sistema multibarriera che assicura il contenimento e l’isolamento dall’ambiente dei rifiuti radioattivi
  • Condizionamento dei rifiuti radioattivi per immobilizzare, attraverso matrici cementizie speciali, i rifiuti all’interno di contenitori
  • Caratteristiche del sito che sarà adeguato dal punto di vista geologico, idrogeologico, sismico, ecc., a garantire la sicurezza nel lungo periodo
  • Sicurezza passiva, garantita dal sistema multibarriera e che non richiede l’intervento umano per assicurare la corretta funzionalità del Deposito nel tempo
  • Sicurezza attiva, garantita tramite misure di sorveglianza e monitoraggio che verranno realizzate internamente ed esternamente al perimetro del Deposito
  • Recuperabilità dei rifiuti, nella remota eventualità si rendesse necessario o opportuno. Infatti, sebbene il Deposito Nazionale preveda la sistemazione definitiva dei rifiuti radioattivi, la soluzione progettuale adottata contempla comunque la possibilità di recuperarli
  • Qualifica delle barriere ingegneristiche, che permetterà di garantire la loro efficienza per tutto il periodo di controllo istituzionale
  • Criteri di Accettabilità dei Rifiuti (WAC, Waste Acceptance Criteria) che definiscono le caratteristiche chimiche, fisiche e radiologiche dei rifiuti da conferire al Deposito
  • Safety Assessment, la procedura di analisi di sicurezza nel lungo periodo per verificare e validare le prestazioni del sistema di deposito per ogni scenario ipotizzabile, normale e incidentale, a partire dalla fine del periodo di 300 anni di controllo istituzionale. La validazione definitiva del sito selezionato dipenderà dalle risultanze del Safety Assessment

Quali i principali criteri di sicurezza per lo smaltimento dei rifiuti a molto bassa e bassa attività?

I criteri di sicurezza adottati per lo stoccaggio dei rifiuti a media e alta attività nel Complesso Stoccaggio Alta attività (CSA), fino alla disponibilità di un deposito geologico per la loro sistemazione definitiva sono in linea con gli standard internazionali di sicurezza.

I principali criteri di sicurezza del CSA sono:

  • Schermaggio delle strutture del CSA per garantire un’adeguata protezione dei lavoratori e della popolazione dalla radioattività
  • Sistemi di Contenimento delle strutture del CSA, che si aggiungono al contenimento della radioattività già garantita dal manufatto
  • Manovrabilità dei manufatti tramite specifiche attrezzature e componenti idonei a minimizzare i rischi connessi con la movimentazione
  • Monitoraggio costante delle aree di stoccaggio dei manufatti, nonché di quelle di servizio e di transito per controllare le condizioni radiologiche presenti
  • Ispezionabilità delle strutture e dei rifiuti tramite idonee attrezzature che permettono il controllo visivo, sia diretto che remotizzato, dell’integrità di strutture, componenti e manufatti stoccati
  • Controllo delle condizioni ambientali attraverso sistemi di trattamento dell’aria per mantenere un livello di temperatura e umidità tale da evitare fenomeni corrosivi
  • Riserva di stoccaggio e modularità per consentire la movimentazione e il recupero dei manufatti al fine di verifiche ed eventuali operazioni di manutenzione. Un approccio modulare del progetto permette, inoltre, di far fronte a eventuali variazioni sulle capacità di stoccaggio richieste

Per approfondimenti visita il sito www.depositonazionale.it

Sul sito è disponibile la documentazione oggetto della Consultazione pubblica
e dell’approfondimento durante il Seminario Nazionale.